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francescofaccin

Recycle, Restaurant

28 guests

A Milano, in zona Navigli, il ristorante 28 Posti si fa silenziosamente notare. In primis per la sua forma: l’atmosfera è calda ed essenziale allo stesso tempo. I lavori di ristrutturazione sono stati realizzati dai detenuti dell’Istituto Penitenziario di Bollate che, oltre al lavoro sugli interni, hanno prodotto anche tavoli, porte ed armadi sotto la supervisione dell’ebanista Giuseppe Filippini. Ideatori e progettisti: Silvia Orazi, Gaetano Berni, Francesco Faccin e Maria Luisa Daglia. Partner del progetto Liveinslums NGO.

In Milan, the neighborhood of Navigli, hosts the restaurant 28 Posti, that asserts itself silently. Firstly for its appearance: the atmosphere is cosy and essential at the same time. The renovations have been made by the inmates of the Correctional Institute of Bollate that, in addition to the work on the interior, have also produced tables, doors and cupboards under the supervision of the cabinetmaker Giuseppe Filippini. Creators and designers: Silvia Orazi, Gaetano Berni, Francesco Faccin e Maria Luisa Daglia. The project partner is Liveinslums ONG. Continue Reading

Art, Exhibition, Recycle

The art of make do and mend

Made in Slums, la mostra al Triennale Design Museum fino al 16 Febbraio 2014, mette in luce gli oggetti autoprodotti dagli abitanti di Mathare, Nairobi. Dalla presina per pentole all’arricciacapelli, tutti gli utensili sono realizzati con scarti di legno, vecchie lamiere o bidoni; per molti di essi il risultato è puro design. Curata da Fulvio Irace, l’esposizione nasce dal lavoro sul campo dell’ONG Liveinslums che ha coinvolto, tra gli altri, anche il giovane designer Francesco Faccin.

Made in Slums, the exhibition at Triennale Design Museum until February 16, highlights objects produced by the inhabitants of Mathare, Nairobi. From potholder to curling iron for hair: all the utensils are made from scraps of wood, old metal sheets and bins. For many of them, the result is pure design! The exposition, curated by Fulvio Irace, stems from the fieldwork of NGO Liveinslums that involved the young designer Francesco Faccin. Continue Reading