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arte

Art, Interior

Sangue blu

Art installation

Quando per la prima volta ho visto gli spazi della reception del Centro diagnostico LAC, ho subito visualizzato nella mia mente questa installazione artistica e non ho potuto fare a meno di realizzarla. Ho iniziato a collegare vari elementi, analisi, provette, sangue, il ciano del logo ed il risultato è stato questo: Sangue bluContinue Reading

Bijoux, Homi

Ceramic constellations

Jamais Sans Toi è il marchio creato da Camilla e Valentina, due sorelle di Torino, che nel loro laboratorio artigianale creano piccole opere d’arte da indossare. Alla base di tutto c’è l’argilla, plasmata a mano e successivamente cotta, smaltata e infornata ulteriormente. Il risultato è sorprendente e perché no … mistico.

Jamais Sans Toi is a brand created by Camilla and Valentina, two sisters from Turin, who create a small ready to wear work pieces in their studio. The basic material is the clay. First it is molded by hand, afterward it is fired and glazed, then fired further. The result is amazing and why not.. mystic as well! Continue Reading

Art, Exhibition, Recycle

The art of make do and mend

Made in Slums, la mostra al Triennale Design Museum fino al 16 Febbraio 2014, mette in luce gli oggetti autoprodotti dagli abitanti di Mathare, Nairobi. Dalla presina per pentole all’arricciacapelli, tutti gli utensili sono realizzati con scarti di legno, vecchie lamiere o bidoni; per molti di essi il risultato è puro design. Curata da Fulvio Irace, l’esposizione nasce dal lavoro sul campo dell’ONG Liveinslums che ha coinvolto, tra gli altri, anche il giovane designer Francesco Faccin.

Made in Slums, the exhibition at Triennale Design Museum until February 16, highlights objects produced by the inhabitants of Mathare, Nairobi. From potholder to curling iron for hair: all the utensils are made from scraps of wood, old metal sheets and bins. For many of them, the result is pure design! The exposition, curated by Fulvio Irace, stems from the fieldwork of NGO Liveinslums that involved the young designer Francesco Faccin. Continue Reading

Art, Exhibition, Recycle

Inside and outside of Artwo

Ancora pochi giorni per curiosare tra i tavoli del DesignCafè della Triennale di Milano. La mostra Recupero (29 Ottobre – 13 Dicembre 2013), a cura di Valia Barriello, raccoglie alcuni dei progetti in edizione limitata dell’associazione Artwo. I veri protagonisti sono i detenuti della Casa Circondariale di Rebibbia, impegnati a realizzare oggetti ideati da artisti e designer, usando materiali di recupero e prodotti semilavorati. Sottile il confine tra arte e design ma forte e chiaro il messaggio “Fare della detenzione un momento di rieducazione e di recupero” come afferma Silvana Annicchiarico, direttore del Tiennale Design Museum. Nella prima immagine lo svuotatasche Erca di Carlo De Meo realizzato con galleggianti e viti.

We have few more days at our disposal to browse the table of DesignCafè, Triennale di Milano. The exhibition Recupero (29 October – 13 December 2013), cured by Valia Barriello, collects some of the projects in a limited edition by the association Artwo. Leading role for the inmates of the penitentiary of Rebbibia, who are committed to creating objects designed by artists and designers. Although the boundary between art and design is subtle, the message is loud and clear: “Use the detention time as a chance of rehabilitation” affirms Silvana Annicchiarico, director of Tiennale Design Museum. In the first image: the change tray Erca by Carlo De Meo, realised with floats and screws. Continue Reading

B&B

Hospitality and heart

Dalla passione per viaggi, colori, sapori e sfumature di Fabio, diviso tra arte e finanza, e Marco, sognatore ed interior designer, nasce a Milano LaFavia four Rooms. La riservatezza e l’intimità che si percepiscono in queste stanze è forse la loro principale caratteristica. La storia che racchiude ogni dettaglio dell’arredamento incuriosisce molti ospiti, a partire dall’imponente ritratto che dà il benvenuto all’ingresso del B&B. Si tratta di un quadro del ‘700 che raffigura la Principessa di Cimitile, antenata di uno dei proprietari.

Fabio, keen on travel, colours, flavours and nuances, divided between art and finance, and Marco, dreamer and interior designer, they give life to LaFavia four Rooms in Milan. Discretion and familiarity that can be perceived in these rooms are perhaps their main characteristic. The story, told in every details of furniture -starting from the imposing portrait that welcomes people at the entrance of the B&B- is able to intrigue many guests. The picture in question represents the Princess of Cimitile of 700, ancestor of one of the owners. Continue Reading

Art, Exhibition

Macro and micro art

A rappresentare gli Stati Uniti alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia è l’americana Sarah Sze. Con le sue complicate, ingombranti e vacillanti installazioni (Triple Point) conquista decisamente il pubblico. Al limite tra un laboratorio di un geniale fisico e un planetario fai da te di un creativo studente, le sue ideazioni danno vita al padiglione statunitense sia internamente che esternamente. Sono i dettagli che stupiscono maggiormente. Se l’insieme appare macchinoso il particolare è invece banale, ed è probabilmente questo che sorprende di più.

On the occasion of 55th International Art Exhibition of Venice, Sarah Sze, an American artist, represents the USA with her complicated and voluminous installations (Triple Point), which seduce the visitors. Her creations, between a brilliant physicist’s laboratory and a DIY planetarium of a creative student, give life to US pavilion both internally and externally. The details are what impress the most. If the artwork, as a whole, could be considered as intricate, the particular is banal. Probably, that fascinates the most. Continue Reading

Art, Exhibition

Giardini: art is everywhere

Al Padiglione Centrale dei Giardini l’installazione The 387 Houses of Peter Fritz (1916–1992) Insurance Clerk from Vienna, 1993–2008 di Oliver Croy e Oliver Elser cattura l’attenzione dei più curiosi. I 176 modelli, realizzati dall’impiegato austriaco Peter Fritz, appassionato-ossessionato dal modellismo, ritrovano nuova vita grazie all’artista Oliver Croy ed il critico Oliver Elser. Le casette di Fritz da hobby dopolavoro diventano arte. Sono probabilmente la quantità, la disposizione e i tempi di realizzazione che lasciano il segno.

The installation The 387 Houses of Peter Fritz (1916–1992) Insurance Clerk from Vienna, 1993–2008 by Oliver Croy and Oliver Elser, set in the Central Pavilion, intrigues the most curious eye thanks to 176 models realized by the Austrian employee Peter Fritz, mad on model building. The tiny houses dress a new light thanks to the artist Oliver Croy and the critic Oliver Elser, through which Fritz ‘creations change their nature from hobby to real art. Quantity, layout and production time are probably the shape of things that leave a mark. Continue Reading